CATTOLICA (RN) – La Galleria Comunale S. Croce si è caratterizzata da tanti anni, ormai, come il punto di riferimento privilegiato per l’arte della figurazione: un ruolo che la Galleria si è costruita nel tempo grazie al paziente lavoro di coloro che vi ci sono dedicati. Un lavoro a cui si aggiunge oggi un ulteriore significativo tassello nella composizione di quel mosaico del contemporaneo che è un po’ la cifra dell’attività della Galleria negli ultimi tempi.
É un piacere ospitare a Cattolica una esposizione delle opere di Antonio Delle Rose. Un piacere non immediato, certamente, perché le figure dipinte che possiamo ammirare non mancano di destare una certa inquietudine: la stessa inquietudine che sembra pervadere i personaggi che ci si mostrano dalle tele.
Labbra e occhi che oppongono allo sguardo dello spettatore una invalicabile resistenza a protezione del più intimo nucleo di mistero di quella irriducibile esperienza.
Nei quadri della mostra esposti nella Galleria Comunale Santa Croce fanno la loro apparizione sulla scena, accanto alle icone femminili, figure maschili ed anche un infante. Si tratta delle stesse donne che precedentemente si stagliavano solitarie? Del passato o il futuro di qualcuna di loro?
L’arte è il racconto dell’incompiutezza del mondo, è investigazione profonda della realtà come segno, dice ancora il nostro autore/pittore, dell’”imperscrutabile solennità dell’essere”.
Antonio Delle Rose è nato nel 1953 a Lecce e già nel 1969 presentava la sua prima mostra di opere pittoriche a Pesaro, nella saletta Rossini e, da allora, ha tenuto mostre personali e partecipato a collettive sia in Italia che all’estero. Presente in importanti manifestazioni, tra cui la Quadriennale di Roma e il premio Salvi, ha conseguito, nel corso degli anni, molti premi e consensi. Ha collaborato alle riviste di poesia: “Le Porte” e “Numero Zero”. Ha presentato nel 1986, al Teatro Sperimentale di Pesaro, un proprio lavoro teatrale dal titolo “Il Cerchio di Bronzo”. Ha pubblicato nel 1979 “Tripthucos”; nel 1981 “Arte e Scienza”; nel 1989 un saggio sul pittore marchigiano Osvaldo Licini; nel 1994 ha pubblicato “Intinti”, raccolta di poesie; nel 2014 “Arte a Parole”. Vive e lavora a Pesaro.
La mostra resterà aperta fino al 2 settembre.
Orario di apertura: venerdì, sabato, domenica dalle 20.30 alle 23.30
Ingresso libero
Info: tel.0541.966603 – www.cattolica.net
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